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Mirco Ricci, chi è il campione di boxe condannato per il sequestro di un bambino a scopo di estorsione

Mirco Ricci, match per il campionato intercontinentale WBA dei pesi massimi-leggeri al o2 World, 21 febbraio 2015, Berlino, Germania. (Foto di Martin Rose/Bongarts/Getty Images)

Tutto su Mirco Ricci, campione di boxe con grandi potenzialità, noto soprattutto per vicende giudiziarie, tra cui il sequestro di un bambino.

Mirco Ricci (spesso chiamato Mirko), soprannominato “The Predator”, è un ex pugile professionista, considerato una delle maggiori promesse del pugilato italiano nei mediomassimi, con talento, potenza e carisma. La sua carriera si è interrotta prematuramente per problemi extrasportivi. Ecco una panoramica su di lui.

Biografia e carriera di Mirco Ricci

Nato a Roma il 1º luglio 1990 (quartiere Bravetta, ex residence poi degradato) sotto il segno del Cancro, Mirco Ricci si è avvicinato al pugilato in piena adolescenza. Il padre gli ha trasmesso la passione per la boxe, portandolo in palestra a 12 anni. Dopo una carriera dilettantistica discreta (circa 39 incontri: 23 vittorie, 10 sconfitte, 5 pari), è passato professionista nel giugno 2011, a 21 anni.

Nei pesi mediomassimi (light heavyweight, intorno ai 79 kg), ha conquistato titoli come Campione italiano dei mediomassimi e Campione intercontinentale WBA dei mediomassimi.

La sua carriera è stata segnata da vittorie importanti in Europa, ma anche da episodi di violenza dentro e fuori dal ring, tra cui si annoverano risse dopo sconfitte. Il pugile ha combattuto con uno stile ortodosso (o switch-hitter).

La carriera professionistica di Mirco Ricci si è sostanzialmente conclusa nel marzo 2016, con l’ultimo incontro ufficiale disputato il 12 marzo 2016 al PalaVespucci di Roma contro l’ucraino Serhiy Demchenko, un incontro per il titolo vacante dell’Unione Europea EBU dei mediomassimi. Ricci ha perso per TKO al 10º round, dopo la sconfitta scoppiò una rissa furibonda tra i suoi tifosi e l’entourage dell’avversario.

Nell’aprile 2016, è arrivato il suo arresto per il caso di sequestro di persona a scopo di estorsione. Questo evento, unito ai precedenti problemi giudiziari, ha interrotto definitivamente la sua attività sul ring da professionista.

Da allora, non ha più combattuto incontri professionistici di boxe, ma ha tentato ritorni sul ring, anche nella boxe a mani nude (bare knuckle), con preparazioni visibili sui social, ma senza grandi exploit professionistici. La sua storia è stata raccontata in documentari come “Pugni in faccia”, ed articoli che ne hanno evidenziato il talento sprecato.

Dopo la detenzione e lo sconto di pena (condannato a circa 12 anni), Ricci ha cercato più volte di rientrare nel mondo della boxe, ma con difficoltà legate a squalifiche residue e problemi personali. Nel 2026 si è fatta strada la voce di un ritorno nella bare knuckle. Il promoter Davide Buccioni ha annunciato il suo esordio in questa disciplina.

Sequestro e vicende giudiziarie

Nel 2016, il campione di boxe è finito al centro di un grave scandalo: arrestato insieme alla madre, Palma Condemi, ed altre persone con l’accusa di aver sequestrato un bambino di 9 anni per due giorni, allo scopo di estorcere alla madre del piccolo il pagamento di un debito di circa 5.000 euro legato ad una partita di droga.

Il bambino – figlio di una vicina di casa nel residence di Val Cannuta / Bravetta, Roma – è stato prelevato da casa e tenuto in un appartamento. Ricci ed i complici avrebbero minacciato la madre con frasi come “Se non paghi non lo rivedi più. Lo ammazziamo”.

In primo grado è arrivata la condanna per tentata estorsione, ci fu l’assoluzione dal sequestro di persona. Ma in appello (2018) si è assistito ad una sentenza ribaltata: riconosciuto colpevole di sequestro di persona a scopo di estorsione, con una condanna a 11 anni e 10 mesi (circa 12 anni complessivi considerando altre pene).

Negli anni, Ricci ha accumulato altri guai giudiziari: risse, estorsioni, lesioni, resistenza ec oltraggio a pubblico ufficiale. Nel 2018, mentre era agli arresti domiciliari, ha chiamato i carabinieri minacciando di buttare la fidanzata dal balcone per farsi arrestare. Dopo aver scontato parte della pena in carcere, ha tentato un ritorno sul ring, senza grandi risultati.

Vita privata: le turbolente relazioni di Mirco Ricci

La vita sentimentale di Mirco Ricci è diventata di dominio pubblico per via di storie turbolente, segnate da litigi violenti, gelosia ed episodi pubblici che hanno avuto ripercussioni giudiziarie. La sua relazione più nota, è quella con Rubina, con la quale ha avuto una storia dal 2014 al 2016-2018. Si tratta della fidanzata storica di Mirco, una ragazza descritta come più matura di lui, figlia di una criminologa. Una storia travagliata, caratterizzata da caratteri forti, gelosia ossessiva e frequenti conflitti.

Rubina è rimasta al suo fianco in momenti difficili, come dopo la gambizzazione del 2014 (dichiarò pubblicamente che Mirco le aveva salvato la vita in quell’occasione). A lui diede degli ultimatum per cambiare vita: “niente più risse, alcol, droga e problemi con la giustizia”. Ma, alla fine lo lasciò definitivamente dopo l’ennesima bravata, ritenuta un punto di non ritorno.

Un’altra sua relazione che divenne nota, è quella legata ad un increscioso episodio: la minaccia dal balcone (maggio 2018). Mentre si trovava agli arresti domiciliari a Ponte Galeria, Mirco Ricci, ubriaco e sotto effetto di psicofarmaci, litigò con la fidanzata del momento. Il pugile chiamò i carabinieri dicendo: “Venitemi ad arrestare, sennò la prendo con una mano e la butto di sotto dal balcone. Non la sopporto più”.

Si presentò come “il pugile, il Guerriero, The Predator”, e quando arrivarono i carabinieri, la ragazza uscì subito di casa. Ricci nel frattempo aveva cambiato idea ed oppose resistenza. Per questo i carabinieri lo arrestarono. Una vicenda per cui si scusò: “Non ricordo nulla, mi scuso con la mia fidanzata e con i carabinieri”. Questo episodio finì sui giornali nazionali ed aggravò la sua posizione giudiziaria.

In precedenza, nel 2013, in via Libetta, a Roma, spaccò la mandibola ad una ragazza di 27 anni durante una lite legata a gelosia: la vittima aveva parlato alla fidanzata ufficiale di una relazione clandestina di Ricci. In quella circostanza è finito a processo per lesioni. Mentre nel 2012, dopo una sconfitta, si è reso protagonista di una rissa in albergo provocata dalla fidanzata dell’epoca.

Non ci sono notizie pubbliche più recenti e dettagliate su nuove compagne, Rubina rimane la figura femminile più citata nella sua biografia.

Dove vive?

È nato e ha sempre vissuto nella capitale, cresciuto nel quartiere Bravetta e poi si è spostato in zona Boccea / Val Cannuta (periferia ovest di Roma), dove è avvenuto anche l’episodio del sequestro nel 2016.

Curiosità su Mirco Ricci

– Il suo soprannome “The Predator” deriva dal famoso personaggio cinematografico della saga di fantascienza Predator (1987), interpretato originariamente da Arnold Schwarzenegger nel primo film e dal cacciatore alieno. Secondo quanto riportato nella biografia di Ricci (articolo di Sportellate del 2021), Mirco ha scelto personalmente questo soprannome durante la sua ascesa professionale, proprio ispirandosi al personaggio del film: un cacciatore spietato, aggressivo, forte e predatore per natura.

– La sua storia ha trovato trattazione in documentari come “Dark Corner – Pugni in faccia”, un lavoro diretto da Fabio Caramaschi. Un ritratto intimo della vita di Mirco Ricci, fatto da Caramaschi, suo maestro di scuola elementare, che ha iniziato a filmarlo quando aveva solo 6 anni. Il documentario, presentato in anteprima all’IDFA 2018 (Amsterdam) ed in Italia al Biografilm Festival, segue un arco di circa 20 anni. Si parla del talento straordinario per la boxe come possibile via di riscatto, dei demoni personali: alcol, rabbia incontrollabile, gelosia, guai con la giustizia. Nel docu trova spazio il rapporto con la famiglia (padre “Er Vichingo”, madre Palma, fidanzata Rubina), ma anche il sequestro del 2016 e la condanna.

– La sua storia è un un caso emblematico: un talento sportivo rovinato da problemi personali, droga e criminalità.

– Ricci ha rilasciato varie interviste nel corso degli anni (Sky Sport, Rai, giornali sportivi) soprattutto durante l’apice della carriera (2014-2016). Nei suoi racconti ha parlato del suo stile guardia bassa ed istinto, dell’infanzia difficile e del sogno di diventare campione del mondo.

– Ricci ha partecipato all’ultima puntata della stagione di Belve Crimecondotta da Francesca Fagnani (26 maggio 2026, su Rai 2). Nell’intervista concessa dopo la scarcerazione, il pugile ha ripercorso la sua vita, la sua carriera, il sequestro del bambino e le conseguenze giudiziarie. Inoltre, ha parlato del suo ritorno nel bare knuckle e della voglia di riscatto.

– Durante il regime di semilibertà, ha anche lavorato come macellaio nel contesto romano.

– La sua presenza social si riscontra su Instagram – dove ha anche delle pagine a lui dedicate – con condivisione di momenti di preparazione atletica ed allenamenti e qualche post più personale ma sempre con un tono da fighter.

Riproduzione riservata © 2026 - DG

ultimo aggiornamento: 26 Maggio 2026 15:39

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